La verza o cavolo verza o cavolo di Milano è una varietà della pianta denominata Brassica oleracea, costituita da una vasta gamma di prodotti che appartengono alla famiglia dei cavoli. Il cavolo verza è caratterizzato da foglie grinzose e bollose a cespo, di colore verde intenso.
 
E’ un ortaggio antichissimo che proviene dalla famiglia delle crucifere, utilizzato prevalentemente in autunno ed inverno, molto diffuso in Italia e coltivato in particolar modo nelle regioni del centro-nord. Ne esistono però diverse varietà che possono essere raccolte durante tutto l’anno. La parte edibile della verza sono le foglie che si presentano racchiuse prendendo la forma di una palla compatta. La verza è apprezzata ed utilizzata per scopi curativi, come disintossicante e rigenerante, soprattutto per i suoi principi nutritivi: potassio, calcio, fosforo, ferro, acido folico, vitamina C ecc. Contiene inoltre principi attivi anticancro, antibatterici, antinfiammatori, antiossidanti, antiscorbuto. Ha proprietà depurative, rimineralizzanti e favoriscono la rigenerazione dei tessuti.
 
Può essere consumata anche in caso di diabete, con benefici per l’organismo. Il suo succo è utile in caso di gastrite, ulcera gastroduodenale, disturbi delle vie urinarie, invecchiamento, stitichezza, acne, raffreddore ed influenza. Di contro però, potrebbe dare qualche problema di digestione se cotto troppo a lungo: sarebbe indicato mangiarla cruda o leggermente cotta, tagliata finemente, avendo l’accortezza di masticarla a lungo. Da tenere in considerazione anche il fatto che cruda, la verza contiene sostanze che rallentano il lavoro della tiroide, vanno quindi evitati in caso di ipotiroidismo. In cucina l’utilizzo della verza è diffuso in tutta Europa e in numerose ricette regionali Italiane. Viene mangiata prevalentemente previa cottura al vapore o bollita ed inserita in zuppe, minestre, risotti, in abbinamento alle carni, e in torte rustiche. Famosa ad esempio la ricetta dei Pizzoccheri valtellinesi. E’ però ottima da mangiare anche cruda in insalata come contorno.
Da ricordare infine alcune curiosità: dal processo di lacto-fermentazione della verza si ottengono i crauti, noto alimento tipico, inoltre i Romani erano soliti consumare foglie di verza crude prima dei banchetti poiché aiuta ad assorbire meglio l’alcool, infine le foglie della verza pestate venivano usate per medicare ulcerazioni e ferite.

Per ogni 100 g contengono:
Lipidi 0,1 g
Colesterolo 0 mg
Sodio 28 mg
Potassio 230 mg
Glucidi 6 g
Fibra alimentare 3,1 g
Zucchero 2,3 g
Proteine 2 g
Vitamina A 1.000 IU
Vitamina C 31 mg
Calcio 35 mg
Ferro 0,4 mg
Magnesio 28 mg